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Argomento A

Quanta sicurezza vogliamo e a che prezzo?

Sia in questo sito Internet che sull’opuscolo potete trovare documenti che vi aiuteranno a preparare il dibattito.

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Nota sulla procedura

I materiali sono ordinati per tema (ordine raccomandato):

Nota: troverete lo spazio per gli appunti a pagina 72 dell'opuscolo.

  • Pagina73

    A1 Sicurezza nello Stato

  • WEB

    A2 Sicurezza nella vita quotidiana

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A2

Sicurezza nella vita quotidiana

La sicurezza nella vita quotidiana significa molto più che protezione contro atti di violenza e guerre. L’aumento del costo della vita, la cibercriminalità e anche la minaccia terroristica influenzano il modo in cui le persone percepiscono la propria sicurezza. Allo stesso tempo, si pone la domanda: fino a che punto lo Stato deve spingersi per garantire la sicurezza – e quando le misure di sicurezza iniziano a limitare la libertà?

Sorveglianza e protezione dei dati

La comunicazione digitale, il riconoscimento facciale e le telecamere consentono di prevenire o chiarire meglio i reati. Allo stesso tempo, cresce la preoccupazione per un possibile Stato di sorveglianza. In Svizzera, le autorità possono, in caso di reati gravi e a determinate condizioni, sorvegliare i dati di comunicazione o utilizzare cosiddetti software «GovWare» previa autorizzazione giudiziaria. L’utilizzo di tali strumenti è disciplinato dalla legge federale sulla sorveglianza della corrispondenza postale e del traffico delle telecomunicazioni (LSCPT), in vigore dal 1° marzo 2018. I sostenitori considerano questi strumenti necessari per combattere la criminalità, mentre i critici mettono in guardia contro possibili violazioni della sfera privata. Si discute regolarmente anche della possibilità di rendere accessibili alle autorità penali le comunicazioni criptate. Dal punto di vista tecnico ciò è spesso difficile, politicamente controverso e giuridicamente delicato.

Domande concrete:

  • Per prevenire i crimini tramite la dissuasione o perlomeno agevolare le indagini, è opportuno consentire la registrazione e l’esame dei dati di geolocalizzazione o la moltiplicazione delle telecamere di sorveglianza nello spazio pubblico?

  • Fino a che punto è lecito sorvegliare il traffico Internet ed e-mail per prevenire in larga misura gravi reati nello spazio digitale o agevolare le indagini? Quali servizi (provider, sistemi di messaggistica) dovrebbero essere tenuti a fornire dati non codificati? Per quanto tempo questi dati dovrebbero rimanere a disposizione (conservazione preventiva dei dati)?

  • Secondo Lei, dove si colloca il confine tra la responsabilità individuale e il dovere di protezione dello Stato?

Negli ultimi anni, il dibattito politico in materia si è concentrato soprattutto su due leggi federali:

Revisione della «Legge federale sulla sorveglianza della corrispondenza postale e del traffico delle telecomunicazioni» (LSCPT), in vigore dal 1° marzo 2018

In reazione all’evoluzione dello scambio digitale di informazioni, la suddetta revisione impone a tutte le istituzioni e ai privati che offrono o mettono a disposizione un accesso Internet (o servizi di messaggistica affini) di tollerare la sorveglianza delle comunicazioni se sussiste il sospetto di un reato. Ciò vale anche per i privati che mettono ad esempio a disposizione la propria rete WLAN a terzi.

Per consentire l’accesso a informazioni rilevanti anche a posteriori, i fornitori commerciali di servizi sono tenuti a conservare i relativi dati per sei mesi (conservazione preventiva dei dati).

In caso di sospetto di reati gravi, la Confederazione o, meglio, le sue autorità di perseguimento penale possono impiegare tra l’altro i cosiddetti «trojan statali» o «GovWare» (government software). Il loro utilizzo deve tuttavia essere ordinato dal Ministero pubblico e autorizzato dal giudice dei provvedimenti coercitivi.

 

Nota bene: il referendum contro la revisione della LSCPT non è riuscito.

Una valutazione sulla revisione della LSCPT

La nLSCPT [la «n» sta per «nuova», cioè per la revisione della LSCPT] porta con sé parecchie novità, ma, per quanto riguarda gli aspetti più contestati, non si spinge fino al punto temuto in origine soprattutto dall’industria delle telecomunicazioni e da chi si oppone alla sorveglianza. […] Osservando l’esito finale della revisione alla luce delle aspre discussioni suscitate dall’avamprogetto e dal disegno altrettanto controverso, il risultato odierno può essere quasi definito un «prudente aggiornamento» o un «compromesso tipicamente svizzero».

F
Fonte

Nel 2022 il Consiglio federale ha indetto la procedura di consultazione concernente la revisione parziale dell’«ordinanza sulla sorveglianza della corrispondenza postale e del traffico delle telecomunicazioni» (OSCPT): le modifiche proposte prevedevano tra l’altro, in caso di sospetto di reati gravi, l’obbligo per i fornitori di servizi di decriptare informazioni trasmesse in maniera criptata. Tale misura è però stata osteggiata, tra l’altro dall’«Incaricato federale della protezione dei dati e della trasparenza» (IFPDT). Il «Servizio Sorveglianza della corrispondenza postale e del traffico delle telecomunicazioni» (Servizio SCPT) ha fatto inoltre notare che i fornitori di servizi interessati generalmente non dispongono nemmeno della “chiave” necessaria a tal fine. Ad oggi si è ancora in attesa del rapporto sui risultati della procedura di consultazione.

Sito Internet del Servizio SCPT: domande frequenti

Consultare le FAQ

Sito Internet del Servizio SCPT: statistica sulle misure di sorveglianza

Consultare le statistiche

Argomentazioni del comitato referendario (nota bene: il referendum non è riuscito)

Leggere le argomentazioni

Terrorismo e prevenzione

Negli ultimi anni gli attentati terroristici si sono verificati regolarmente in Europa e influenzano il senso di sicurezza della popolazione. In Svizzera, la legge federale sulle misure di polizia per la lotta al terrorismo (MPT) consente l’adozione di misure preventive nei confronti delle persone considerate pericolose. Tra queste figurano l’obbligo di presentarsi alle autorità, i divieti di contatto o le restrizioni di soggiorno. Le misure più gravi, come gli arresti domiciliari, devono essere approvate da un tribunale. I sostenitori della legge la considerano uno strumento importante di prevenzione. I critici mettono invece in guardia contro possibili limitazioni dei diritti fondamentali, poiché tali misure possono essere adottate anche in assenza di una condanna. La legge è stata approvata dal popolo nel 2021.

Domande concrete:

  • Lo Stato dovrebbe poter intervenire prima che venga commesso un reato?

  • Come si può evitare l’abuso di tali misure?

  • Come si può combattere il terrorismo senza compromettere i diritti fondamentali?

Misure di polizia per la lotta al terrorismo

Le nuove disposizioni di legge consentono alla polizia di intervenire in modo più tempestivo e a titolo preventivo se sussistono indizi concreti e attuali che una persona costituisca una minaccia terroristica. Su richiesta di un Cantone, del SIC o eventualmente di un Comune, i potenziali terroristi potranno essere convocati per colloqui o obbligati a presentarsi regolarmente presso la polizia.

La nuova legge contiene una serie di disposizioni volte a evitare un’applicazione arbitraria e sproporzionata. Tutte le misure sono impugnabili dinanzi al Tribunale amministrativo federale e hanno una durata limitata. La residenza coatta necessita inoltre dell’approvazione del giudice dei provvedimenti coercitivi. Infine, le nuove misure devono essere proporzionate. Questo significa che:

le misure sono sempre adottate con riguardo al caso specifico;

devono sussistere indizi concreti e attuali di una minaccia terroristica;

le misure si applicano soltanto quando misure meno severe si rivelano inutili o non vengono rispettate;

le misure sono a tempo determinato;

la loro legalità può essere verificata in ogni singolo caso dal Tribunale amministrativo federale.

F
Fonte

Ciberattacchi e sicurezza digitale

Sempre più ambiti della vita sono interconnessi digitalmente: approvvigionamento elettrico, ospedali, trasporti o comunicazioni. Gli ciberattacchi possono disturbare o paralizzare questi sistemi. Il Centro nazionale per la cibersicurezza (NCSC) registra ogni anno migliaia di incidenti in Svizzera.

Gli ciberattacchi non riguardano soltanto gli Stati, ma anche le imprese e i privati. Il phishing, il furto di dati o la disinformazione possono indebolire la fiducia nelle istituzioni e nei media.

Domande concrete:

  • Chi è responsabile della cibersicurezza: lo Stato, le imprese o i cittadini?

  • Lo Stato dovrebbe poter intervenire maggiormente per prevenire gli attacchi digitali?

  • Come ci si può proteggere nella vita quotidiana?

Sicurezza e costi

La sicurezza ha un costo. In molti Paesi, le spese statali per la polizia, l’esercito, la cibersicurezza o la protezione della popolazione sono in aumento. Allo stesso tempo, l’aumento dei premi delle casse malati, dei prezzi dell’energia o dei costi dell’alloggio viene percepito da molte persone come un rischio per la sicurezza nella vita quotidiana. La sicurezza non deve quindi essere intesa soltanto in senso militare o di polizia, ma anche sociale: chi dispone di una sicurezza finanziaria tende a sentirsi più sicuro.

Di seguito trovate due esempi dell’attuale dibattito sulla sicurezza sociale in Svizzera :

La sicurezza di approvvigionamento

In virtù della legge federale sull’approvvigionamento economico del Paese del 2016, la Confederazione puς imporre a determinate imprese di costituire scorte obbligatorie di beni d’importanza vitale per prevenire gravi situazioni di penuria. I relativi costi, pari a circa 12 franchi a persona all’anno, sono a carico dei consumatori e delle consumatrici. Quale contropartita, la Confederazione concede agevolazioni fiscali e finanziarie alle imprese interessate.

Le scorte di derrate alimentari, foraggio e concimi devono bastare per due—quattro mesi a seconda del bene; quelle di carburanti e combustibili per circa quattro mesi e mezzo. Allo stato attuale, le scorte includono inoltre agenti terapeutici, materie prime per l’industria (scorte in via di costituzione) e, persino, barre di uranio per due reattori nucleari.

Ulteriori informazioni al riguardo sono disponibili qui :

Scorte obbligatorie

Domande concrete:

  • La Svizzera ha maggiormente bisogno di più fondi per l’esercito o di premi delle casse malati più bassi?

  • La sicurezza può andare a scapito del benessere?

  • La sicurezza sociale è più importante della sicurezza militare?

Premi delle casse malati

Un’iniziativa popolare intitolata “Al massimo il 10 % del reddito per i premi delle casse malati (Iniziativa per premi meno onerosi)” è stata respinta nel 2024 dal 55 % dei votanti. Essa prevedeva che gli assicurati non dovessero destinare più del 10 % del proprio reddito disponibile al pagamento dei premi. La Confederazione e i Cantoni avrebbero dovuto aumentare le riduzioni dei premi per finanziare tale alleggerimento a favore degli assicurati. Ciò avrebbe comportato costi supplementari pari a diversi miliardi di franchi all’anno. Tuttavia, il controprogetto indiretto del Consiglio federale è stato adottato ed entrerà in vigore il 1° gennaio 2026; esso obbliga i Cantoni a versare un contributo minimo per il finanziamento della riduzione dei premi.

Come procedere?

Scegliere ora una o più domande concrete per la discussione e preparate il dibattito simulato.